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MEDIAZIONE CIVILE E COMMERCIALE (COME REGOLATA DAL DECRETO LEGISLATIVO N. 28/2010) – NOVITÀ’

Il decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28 sulla mediazione in materia civile e commerciale (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 53 del 5 marzo 2010) regola il procedimento stragiudiziale delle controversie vertenti su diritti disponibili ad opera delle parti; ciò in attuazione del disposto della direttiva dell’Unione europea n. 52 del 2008. In ogni caso, le parti conservano la possibilità di decidere di fare riferimento ad un mediatore di loro scelta e a regole specifiche senza applicare la normativa di legge di seguito specificata (così detta Mediazione ad hoc).

1. TIPI DI MEDIAZIONE

Tre sono i tipi di mediazione previsti:

  • facoltativa: su iniziativa di una o più parti in lite; cioè proposta volontariamente da una o più parti insieme;
  • demandata: quando il giudice, cui le parti si siano già rivolte, invita le stesse a tentare la mediazione;
  • obbligatoria: quando per poter procedere davanti al giudice, le parti debbono prima aver tentato la mediazione.

La mediazione è obbligatoria nei casi di una lite in materia di: condominio, diritti reali (ad es., servitù, usufrutto, proprietà, proprietà intellettuale), divisione dei beni, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari. La mediazione obbligatoria è entrata in vigore dal 20 marzo 2011 salvo per le materie del condominio e di risarcimento danni derivante dalla circolazione di veicoli e natanti entrata in vigore è il 20 marzo 2012.

2. ORGANISMI DI MEDIAZIONE E MEDIATORI PROFESSIONISTI

La legge prevede che tale tipo di mediazione sia amministrata da “Organismi di Mediazione” accreditati presso il Ministero di Grazia e Giustizia (ad es., Camere di Commercio, Ordini degli Avvocati e altri ordini professionali) e sia esperita da “Mediatori Professionisti” aventi caratteristiche di formazione ed esperienza richiesti dalla legge. Il mediatore è la persona o le persone fisiche che, individualmente o collegialmente, svolgono la mediazione rimanendo prive, in ogni caso, del potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti per i destinatari del servizio medesimo. Il mediatore è un professionista con requisiti di terzo imparziale. L’Organismo di Mediazione dove il mediatore presta la sua opera è vigilato dal Ministero della Giustizia.

3. VALORE DELL’ACCORDO DI MEDIAZIONE

In caso di esito positivo della procedura di mediazione il “Verbale di Conciliazione” (ed allegato “Accordo di Conciliazione”) omologato dal Presidente del Tribunale, ha valore di titolo esecutivo (in altre parole, ha la forza vincolante di una sentenza definitiva del giudice – non più appellabile), titolo per l’esecuzione in forma specifica, titolo per l’iscrizione di ipoteca giudiziali.

4. VANTAGGI FISCALI (ESENZIONI E DEDUZIONI)

Le agevolazioni che seguono sono previste per le procedure avviate quale condizione di procedibilità nelle materie “obbligatorie” di cui all’art. 5 del D. Lgs. 28/2010: tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo (di cui al D.P.R. 642/72 e successive modificazioni) e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura.
Il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro (di cui al D.P.R. 131/86 e successive modificazioni) entro il limite di valore di euro 50.000,00, altrimenti l’imposta è dovuta per la parte eccedente;
alle parti é riconosciuto, in caso di successo della mediazione, un credito d’imposta commisurato all’indennità stessa, fino a concorrenza di euro 500,00. In caso di insuccesso della mediazione, il credito d’imposta é ridotto della metà.

5. COSTI CERTI E CONTENUTI - INDENNITÀ DEGLI ORGANISMI DI MEDIAZIONE

Le indennità si distinguono in spese di avvio del procedimento, anticipate da ciascuna parte e pari ad euro 40, e spese di mediazione, il cui importo complessivo è indicato nella tabella allegata al decreto. Per le ipotesi di mediazione obbligatoria è prevista una diminuzione sostanziale da un terzo fino alla metà degli stessi importi.

Le tabelle delle indennità degli enti pubblici sono state fissate nel decreto Ministeriale 180/2010. Gli enti privati, invece, possono stabilire liberamente le tariffe, eccetto che per le ipotesi di mediazione obbligatoria per le quali varranno gli importi indicati nella tabella ministeriale. La mediazione è gratuita per i soggetti che nel processo beneficiano del gratuito patrocinio: in tal caso all’organismo non è dovuta alcuna indennità.

5.2 ENTI PUBBLICI – SPESE DI MEDIAZIONE PER CIASCUNA PARTE (EX D.M. 180/2010)

Le spese di avvio del procedimento sono di Euro 40,00 cui vanno aggiunte le indennità di seguito previste.

Scaglione Valore del procedimento* Spesa mediazione per ciascuna parte.

Fino a Euro 1.000 € 65,00
da Euro 1.001 a Euro 5.000 € 130,00
da Euro 5.000,01 a Euro 10.000 € 240,00
da Euro 10.001 a Euro 25.000 € 360,00
da Euro 25.001 a Euro 50.000 € 600,00
da Euro 50.001 a Euro 250.000 € 1.000,00
da Euro 250.001 a Euro 500.000 € 2.000,00
da Euro 500.001 a Euro 2.500.000 € 3.800,00
da Euro 2.500.001 a Euro 5.000.000 € 5.200,00
Oltre 5.000.000 € 9.200,00

1. Le spese indicate in ciascun scaglione di valore sono da considerare come massime dello scaglione di riferimento; quelle dello scaglione precedente sono da considerare come minime (per il primo scaglione il minimo è definito dall’organismo).

2. L’indennità di mediazione comprende le spese di avvio del procedimento e le spese di mediazione.

3. le spese di avvio sono a valere sull’indennità complessiva.

4. In caso di mediazione obbligatoria:
a) è prevista la diminuzione delle indennità di cui alla tabella di un terzo per i primi sei scaglioni e di un mezzo per i successivi;
b) se l’altra parte non compare l’indennità che dovrà essere corrisposta sarà unicamente di €. 40 per il primo scaglione della tabella di cui sopra, o di 50€. Per gli altri scaglioni;
c) in caso di successo della mediazione l’importo dell’indennità potrà subire un aumento fino a un quarto;
d) nel caso di formulazione della proposta di conciliazione (ai sensi dell’art.11 del d.lgs. 28/2010) opera l’aumento di un quinto (di cui alla lettera c) del comma quarto dell’art. 16 del d.m. 180/2010, richiamato dall’art. 5, comma 1, lett. C) del d.m. 145/2011).

5. In caso di mediazione facoltativa, sollecitata dal giudice o prevista dalle parti:
a) se l’altra parte non compare l’indennità che dovrà essere corrisposta sarà unicamente di €. 40 per il primo scaglione della tabella di cui sopra, o di 50€. Per gli altri scaglioni;
b) in caso di successo della mediazione l’importo dell’indennità potrà subire un aumento fino a un quarto;
c) nel caso di formulazione della proposta di conciliazione (ai sensi dell’art.11 del d.lgs. 28/2010) opera l’aumento di un quinto (di cui alla lettera c) del comma quarto dell’art. 16 del d.m. 180/2010, richiamato dall’art. 5, comma 1, lett. C) del d.m. 145/2011);
d) l’aumento dell’indennità, in misura non superiore a un quinto, in caso di particolare importanza, complessità o difficoltà dell’affare.
E’ previsto il cumulo degli aumenti previsti.

6. Relativamente alla cumulabilità delle spese di segreteria con quelle della mediazione va chiarito che ai sensi dell’art.16, comma primo, del d.m. 180/2010) l’indennità comprende le spese di avvio del procedimento e le spese di mediazione.

Avv Francesco Pifferi

Avv Fabio Pennisi

Avv Matteo Ponti

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